29 Giu 2006
L’autrice di Harry Potter alcuni giorni fa
ha rilasciato fa una lunga intervista alla Tv inglese in cui parla, tra
le altre cose, dei personaggi che moriranno nel settimo e ultimo
libro…
L’autrice di Harry Potter alcuni giorni fa
ha rilasciato fa una lunga intervista alla Tv inglese in cui parla, tra
le altre cose, dei personaggi che moriranno nel settimo e ultimo
libro…
Richard: Una delle cose più belle dei libri è vedere Harry crescere e
diventare un adolescente scontroso. A cosa ti sei ispirata per
descrivere Harry e i suoi coetanei?
JK: Mia sorella era molto scontrosa negli anni dell’adolescenza!
Judy: So cosa voglio che accada alla fine della serie: che Hermione
sposi Ron e Ginny sposi Harry! Sarò disperata se non dovesse succedere.
Al momento l’ultimo capitolo dell’ultimo libro è al sicuro nella tua
cassaforte, vero?
JK: Sì, l’ultimo capitolo è già scritto ed è nascosto in cassaforte; però nel frattempo è un po’ cambiato.
Judy: Ah, davvero?
JK: Sì, uno dei personaggi è stato graziato.
Richard e Judy: Graziato? In che senso?
JK: Due personaggi muoiono, e non avrei voluto farli morire; mentre un
altro, che sarebbe dovuto morire nelle mie intenzioni originarie, non
muore più.
Judy: Sono personaggi particolarmente amati?
JK: Beh, è una sofferenza, ma andava fatto. D’altronde, abbiamo a che
fare con il Male Puro, quindi… Il Male non colpisce le comparse, sai
com’è.
Richard: L’hai detto a tuo marito, ovviamente…
JK: Non gli dico proprio tutto.
Richard: e pare che lui abbia risposto “Oh no, non quel personaggio!”
JK: In effetti non è stato molto felice della mia scelta.
Richard: Tutti i giornali si domandavano se oggi avresti dato una
risposta alla domanda: Harry morirà? Ed è ridicolo, perché non credo
che tu sia disposta a darci un sì o un no. Ma ti chiedo: hai intenzione
di fargli ancora del male?
[tutti ridono]
Judy: Perché, non ha sofferto già abbastanza, poverino?
JK: Ogni anno Harry salva il mondo, e poi torna a scuola e si ritrova vittima del bullismo…
Richard: Ma sei mai stata tentata di farlo morire?
JK: Certo non prima del settimo libro, perché sapevo fin dall’inizio
che ce ne sarebbero stati sette. Ma comprendo bene la mentalità di
quegli scrittori che fanno morire il loro protagonista: così sono certi
che dopo la propria morte nessuno scriverà un sequel! Così ha fatto,
per esempio, Agatha Christie con Poirot. Ma questo non vuol dire che
anch’io farò così.
Judy: Quando hai iniziato a scrivere, da dove sei partita? Dalla magia, dal collegio, dal personaggio di Harry?
JK: Harry e la magia, insieme. L’idea di partenza è stata: un ragazzo,
che è un mago, ma non lo sa. Questa era la premessa, e da qui ho
proceduto a ritroso, per costruire tutti gli antefatti, che come sapete
sono tanti e complessi. Soprattutto nel settimo libro, perché ho ancora
molte cose da spiegare.
Richard: Ti è capitato di pentirti di aver scritto una certa cosa,
poniamo, nel secondo libro, perché poi ti ha impedito di far succedere
una certa altra cosa in un libro successivo?
JK: Sì, è successo, per fortuna non con punti essenziali della trama.
Ma un paio di volte mi sono andata a cacciare in un vicolo cieco, e mi
sono detta: se solo non avessi rivelato questo dettaglio così presto,
poi mi sarei trovata meno in difficoltà. Ma credo sia normale, essendo
la trama dei libri così complessa.
Richard: Hai finito di scrivere il settimo libro?
JK: L’ultimo capitolo è scritto - l’ho scritto negli anni Novanta,
forse addirittura nel 1990 - ma il libro non è finito. Però sono a buon
punto.
Judy: Ma davvero? Quindici anni fa sapevi già come sarebbe finita la storia?
JK: Sì, e sono stata rimproverata da un paio di persone. Mi dicevano
che ero arrogante a pretendere di scrivere il finale quando avevo
appena iniziato la serie, e non avevo ancora neppure un contratto con
un editore! Ma sai, quando non hai niente da perdere, ti butti:
cos’altro puoi fare?
Judy: E quando hai iniziato a sviluppare i temi più cupi, il lato
oscuro, il male? Secondo me la svolta c’è stata nel terzo libro, con i
Dissennatori. Questo aspetto è sempre stato nel progetto, o è emerso
durante la scrittura?
JK: Era previsto, perché crescendo Harry diventa un mago sempre più
potente, e Voldemort riacquista il suo potere, e la sua consistenza
corporea. Sono d’accordo, i libri diventano progressivamente più cupi;
ma penso ancora che la scena di Voldemort sulla nuca di Raptor nel
primo libro sia una delle cose più angoscianti che io abbia mai
scritto. E anche la figura incappucciata che beve sangue di unicorno,
sempre nella Pietra filosofale.
Sono immagini piuttosto macabre, quindi non penso si possa dire che il
tono dei libri cambi in modo repentino con il terzo libro. Quello di
cui scrivo è un mondo in cui succedono cose molto brutte. Harry entra a
far parte di un mondo straordinario e affascinante, ma viene anche
subito in contatto con gli aspetti meno belli.
Richard: Che gioia hai provato quando hai finalmente ottenuto un contratto con l’editore? Devi aver fatto salti di gioia…
JK: E’ stato incredibile. Poi l’euforia è diventata… terrore.
Richard: Ma quando ti sei resa davvero conto che non si trattava di
semplici bestseller, ma di un fenomeno senza precedenti? Un fenomeno
storico, davvero: tu passerai alla storia dell’editoria!
JK: Per i primi tre libri, non ci credevo. Negavo l’evidenza a me
stessa. E questo non ha fatto bene alla mia reputazione, perché ero
come un cervo accecato davanti ai fari di una macchina: mi rifiutavo di
credere che stesse accadendo davvero, e minimizzavo la situazione. Ma
poi i giornalisti sono sul tuo zerbino, leggi di Harry Potter sui
giornali, ed è una sensazione surreale. Un giorno ho letto sul giornale
il resoconto di una partita di tennis con Venus Williams, e uno dei
suoi tiri era paragonato a un Bolide del Quidditch. E il giornalista
dava per scontato che i lettori sapessero cos’era un Bolide! Non
credevo ai miei occhi.
Richard: L’improvvisa ricchezza ha cambiato la tua vita?
JK: Francamente, è una gran bella cosa! Se hai passato anni difficili,
e io ne ho passati… [JK balbetta, non trova le parole, sembra un po’
in imbarazzo, NdT] A volte i giornalisti se ne escono con cifre
assolutamente sovrastimate: quando hanno iniziato a definirmi
milionaria, non lo ero affatto. E’ strano, quando fino a un momento
prima contavi ogni penny.
Judy: In pratica, diventi un’altra persona.
JK: Mi sono sentita come se un riflettore mi fosse stato puntato
addosso all’improvviso. Mi sono sentita in debito verso la persona che
ero stata fino al giorno prima.
Judy: Come l’ha presa tua figlia Jessica?
JK: Puoi immaginare: essere la figlia di JK Rowling… Gli altri
ragazzi a scuola cercavano di estorcerle il titolo del prossimo libro.
Ma lei è straordinaria.
Richard: Prima di incontrare tuo marito dicevi che trovare un uomo era difficile…
JK: Soprattutto per via dei bambini piccoli. E di nuovo, negavo a me
stessa la realtà, e insistevo nel non volere bambinaie e babysitter…
Judy: Ora sei felice, hai una bella famiglia…
JK: Sono così fortunata.
Richard: Tua madre è morta a 45 anni mentre stavi scrivendo il primo
libro, e tu hai detto che il tema portante dei libri è la morte. E’
stata la scomparsa di tua madre a ispirarti?
JK: Sicuramente. Nella prima stesura ho fatto morire i genitori di
Harry con molta leggerezza. Poi mia madre è morta, e io non potevo più
sopportare che James e Lily morissero in quel modo stupido.
Judy: E’ per questo che lo spirito dei genitori rimane una presenza
costante nella vita di Harry? Nelle foto, e nello specchio…
Richard: Non mi stupirei se mi dicessi che hai versato qualche lacrima mentre scrivevi la scena dello Specchio delle Brame.
JK: Quello è uno dei miei capitoli preferiti.
Judy: I tuoi libri parlano del Male, ma c’è anche molto humour (per
esempio, io adoro Gilderoy Allock!). Sono due aspetti della tua
personalità?
JK: Sì, credo di sì.
Richard: Il settimo libro sarà davvero l’ultimo?
JK: Ho sempre detto che mi piacerebbe scrivere un’enciclopedia di Harry
Potter per beneficenza. Ma è una cosa ben diversa da un romanzo.
Richard: Ma perché proprio sette?
JK: Perché credo che quando hai detto quello che avevi da dire, sia ora
di mettere la parola fine. La cosa migliore è smettere quando la gente
non si è ancora stufata di te.
Richard: L’ho letto su “Tatler”… E’ vero che hai già scritto un altro libro, un racconto per bambini?
JK: Sì, non è terminato ma ne ho scritto una buona parte. E’ una specie
di fiaba, per bambini piccoli. Ed è molto più breve dei libri di HP.
Sarà bello, dopo Harry, avere a che fare con un progetto di proporzioni
meno vaste.
Richard: Scriveresti un’altra saga delle dimensioni di HP?
JK: Mi piacerebbe, ma non credo di potermi inventare un’altra storia così complessa e lunga.
Judy: Eppure io credo che prima o poi, non potrai evitare di tornare a Harry, in qualche forma o modo…
JK: Sì, “Harry Potter e la Crisi di Mezz’età”!
Judy: Più persone hanno acquistato un libro di HP dell’intera
popolazione di Francia, Italia e Germania messe insieme! Ecco oggi con
noi l’inventrice della scuola più pericolosa dell’intero sistema
educativo britannico: Hogwarts!
[E’ proiettato uno spezzone del quarto film. Iniziano le domande dei bambini]
Domanda: Se tu fossi un personaggio dei tuoi libri chi saresti?
JK: Probabilmente Hermione. Il suo personaggio è vagamente basato su me
stessa quando ero giovane. Ero abbastanza antipatica e rompiscatole, e
amavo studiare. In realtà Hermione è una fusione di me e mia sorella.
Judy: Ma eri tu quella che se ne usciva con citazioni da libri che aveva letto?
JK: Non credo di essermi mai spinta così lontano! [ride] Ma ero
secchiona. Mia sorella invece era l’attivista politica, la paladina
degli Elfi domestici insomma! Io sono stata caposcuola, ma nella mia
scuola non era segno di grande popolarità…
[Una bambina dice che il suo personaggio preferito è Harry]
JK: Oh, è strano, tempo fa in un sondaggio è risultato che non molte
persone preferiscono Harry… Qualcosa come il 2 per cento! Ron è molto
più popolare. Anche Hagrid ha molti fan!
Domanda: Cosa vedresti in un Molliccio?
JK: Quello che vede la signora Weasley: la mia famiglia morta. So che è terribile, ma è la paura più grande di ogni genitore.
Domanda: Qualcuno dei tuoi personaggi è basato su persone esistenti?
JK: Allock è basato su una persona che conosco. Un quotidiano credette
di individuare la persona in questione, ma si sbagliarono. La persona
che avevo in mente io era davvero simile ad Allock, nei libri ho
aggiunto molto poco alla realtà! E’ stata l’unica volta in cui ho
inconsciamente deciso: “ora inserirò la persona X nei miei libri”.
Richard: Ti piaceva X?
JK: No, detestavo X! Cosa che penso si intuisca dal personaggio di
Allock… X è l’egocentrismo fatto persona: scommetto che ora penserà:
“Oh, JKR mi adora, mi ha dedicato un personaggio! Voleva sposarmi ma le
ho detto di no…”
Richard: Sai che un giorno Carly Simon rivelò chi era la persona che
aveva ispirato la canzone “You’re So Vain”? Dovresti fare la stessa
cosa con X!
JK: Non voglio rovinargli la vita!
Domanda: Cosa scriverai dopo Harry Potter?
JK: Devo terminare di scrivere un libro per bambini.
Judy: Ti dispiacerà molto quando l’ultimo libro sarà uscito?
JK: Certo, Harry mi mancherà molto.
Domanda: Hai scritto Harry Potter per qualcuno in particolare? Sei stata ispirata da qualcuno?
JK: Me stessa! Era qualcosa che davvero volevo fare, e scriverlo è stato così divertente!
Richard: L’idea è saltata fuori dal nulla?
JK: Sì! Ero sul treno, da Manchester a Londra, e l’idea mi è venuta.
Così, dal nulla! Non completamente sviluppata, ma già coerente. Quando
il treno è arrivato a Londra, Harry era nato.
Judy: A me piacciono molto i giochi di parole. Adoro il nome “Diagon Alley” [= diagonally, “diagonalmente”]. Non è meraviglioso?
Domanda: Hai sempre voluto fare la scrittrice?
JK: Sempre. Da bambina usavo parole che mi piacevano, ma di cui
ignoravo il significato. Ma amavo le parole. Ho sempre amato le parole.
Richard: Ti capita ancora di scrivere al tavolino di un caffè?
JK: Sì, è il luogo in cui mi concentro meglio. Ovviamente non rivelerò il nome del bar!
Domanda: E’ stato difficile inventare le regole del Quidditch?
JK: Le ho inventate in mezz’ora, dopo aver litigato con il mio ragazzo di allora. Forse è per quello che ho inventato i Bolidi!
Domanda: Come fai a inventare tutti quegli animali?
JK: Molti degli animali che compaiono nei miei libri provengono dalla
mitologia, anche se li ho un po’ modificati. Per esempio gli ippogrifi,
di cui la mitologia non dice molto.
Domanda: Il mio personaggio preferito è Hermione…
JK: Non ci posso credere! Sei il primo maschietto che incontro il cui
personaggio preferito è lei! E dimmi, ti piaceva anche prima che Emma
Watson la interpretasse?
[Tutti ridono; il povero bambino ammutolisce.]